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Normative

Normativa

Style’Pool progetta la piscina e il relativo impianto di trattamento acqua attenendosi scrupolosamente alle norme vigenti. Nel caso di realizzazioni di tipo pubblico (es. comunali), collettività (hotel, camping, etc…) e condominiali, il committente dovrà informarsi approfonditamente sulle regolamentazioni per la conduzione dell’impianto natatorio.

Differenze tra impianto per privato e collettivo

La nuova normativa UNI del 2015 ha ridefinito le caratteristiche degli impianti piscina a seconda della destinazione d’uso. All’interno della normativa, è possibile consultare una prospetto dove sono indicate le norme generali da seguire in relazione alla classificazione delle piscine.

In Italia, ogni regione ha un proprio regolamento; quindi, oltre alla normativa UNI 10637 del 05/2015, è consigliabile consultare anche il sito della Regione dove viene realizzata la piscina.

Piscine ad uso pubblico

Cosa si intende per piscina ad uso pubblico
Da norma UNI 10637 , sono tutte le piscine per alberghi, club, residence, centri fitness, villaggi turistici, agriturismi, campeggi, impianti comunali, ecc.

 

Aliquote IVA e bonus fiscali

Aliquote I.V.A. agevolate per la realizzazione di piscine
Per quanto riguarda la costruzione di una piscina di pertinenza, è possibile applicare le seguenti aliquote I.V.A. :

  • aliquota agevolata del 4%, se pertinenza di fabbricato abitativo “prima casa”, a condizione che non sia accatastato nelle categorie A/1, A/8 o A/9;
  • aliquota ridotta del 10%, se pertinenza di fabbricato abitativo non “prima casa”, a condizione che non sia accatastato nelle categorie A/1, A/8 o A/9;
  • aliquota ordinaria del 22%, se pertinenza di fabbricato abitativo sia accatastato nelle categorie A/1, A/8 o A/9;
  • aliquota ordinaria del 22%, se pertinenza di alberghi, agriturismi (se l’agriturismo è accatastato nella categoria catastale D/10), etc.

La piscina considerata bene di Lusso
La realizzazione di una piscina non determina in modo automatico una maggiore imposizione fiscale sull’immobile, in quanto le tasse immobiliari si basano in linea di massima sulla rendita catastale, ossia la categoria catastale a cui appartiene il fabbricato. Le nuove normative semplificate (D.Lgs. n.175 del 2014) prescrivono di muoversi con cautela e rivolgersi a professionisti in grado di determinare , a seguito della realizzazione della piscina, se l’immobile acquisisca le peculiarità di legge per rientrare nelle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville), A/9 (castelli, palazzi eminenti).

Bonus fiscali sono previsti per la ristrutturazione di una piscina
Secondo la Legge di Stabilità 2016, gli incentivi fiscali al momento in vigore prevedono facilitazioni per le restauri in edilizia (Bonus 50%) e per la riqualificazione energetica (Ecobonus del 65%) applicabili anche alla piscina. E’ stata prolungata fino al 31 dicembre 2016 la possibilità di portare in detrazione dall’IRPEF, in dieci anni, il 50% delle spese sostenute per la ristrutturazione della piscina, fino ad un massimale di 96.000 euro. Nel caso di piscina di singola unità abitativa, l’intervento deve prevederne il “rifacimento, modificando caratteri preesistenti”; per la piscina di aree condominiali, è sufficiente anche la sola “riparazione e il rinforzo di strutture, conservando le caratteristiche (materiali, sagoma e colori) preesistenti”.
Sono previste inoltre bonus fiscali per la riconversione energetica della piscina, tramite lavori per accrescere l’efficienza degli impianti e per generare energia termica da fonti rinnovabili.